la scoliosi

 

 

 

La scoliosi idiopatica è una deformità strutturale elicoidale della colonna vertebrale che si sviluppa nei tre piani dello spazio. Il rachide sul piano frontale compie un movimento di flessione laterale, sul piano sagittale compie un’estensione e sul piano trasversale compie un movimento di rotazione.

La causa della scoliosi ad oggi è sconosciuta,quindi la deformazione vertebrale provocata dalla scoliosi idiopatica può essere definita come il segno di una sindrome complessa ad eziologia multifattoriale. La definizione classica della Scoliosis Research Society dice che, per poter parlare di scoliosi, la curva sul piano frontale deve superare i 10° Cobb. La scoliosi idiopatica tende ad apparire in bambini in buona salute ed in piena attività fisica ed essenzialmente non causa mai altri sintomi. Il risultato è che la deformità difficilmente viene diagnosticata precocemente.

Quindi la scoliosi è una deformazione elicoidale del rachide che evolve in genere fino alla maturita’ ossea e non ha una eziologia ben definita. Si parla di scoliosi strutturale quando il rachide risulta deformato in modo permanente e la deformazione non è volontariamente riducibile. La deformazione sul piano trasverso costituita da una rotazione localizzata a formare il gibbo,rappresenta l'elemento più dannoso per la morfologia del soggetto. L'alterato impianto delle coste sia ai corpi che allo sterno determina la prominenza del gibbo costale posteriore e depressione anteriore

gibbo dorsale destro
a sx. scoliosi dorsale-a dx. scoliosi lombare
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NACHEMSON, STAGNARA, e coll. hanno recentemente
definito la scoliosi idiopatica come "una malattia multifattoriale a cui partecipa una maturazione anormale del Sistema Nervoso Centrale geneticamente determinata, associata ad uno squilibrio assiale dello scheletro per differenza di crescita dei diversi elementi vertebrali, sui quali agiscono fattori biochimici e neuromuscolari per i quali è difficile stabilire se siano cause o conseguenze". Quindi la scoliosi non è una vera malattia ma è un’ adattamento del rachide a diverse affezioni del sistema posturale.

 

CLASSIFICAZIONE DELLA SCOLIOSI

La scoliosi può essere classificata in base a diversi criteri:

classificazione anatomo – radiologico: prende in esame la morfologia delle curve che sono classificate in: cervico-dorsali, dorsali, dorso-lombari, lombari, combinate a due curve, combinate a tre o più curve, a doppia curva di Moe.

-classificazione  sulla gravità delle curve: le scoliosi vengono distinte in quattro tipi in base all’entità angolare della flessione laterale e della rotazione: I TIPO
– inferiore a 30°Cobb; II TIPO – compresa tra 30° e 60°Cobb; III TIPO –compresa tra 61° e 90°Cobb; IV TIPO – oltre 90°Cobb.

-classificazione sull’età di comparsa:

-Scoliosi del neonato: riscontrate da zero a un anno, l’evoluzione è varia.

-Scoliosi infantili: si sviluppano nei primi tre anni di vita;

-Scoliosi dell’adolescenza: si sviluppano dopo l’inizio della pubertà fino alla maturità ossea.

-Scoliosi dell’adulto: alcune deformazioni appaiono palesemente dopo la maturità ossea.

-classificazione eziologica: si distinguono scoliosi ad eziologia idiopatica (70-80% di tutte le scoliosi),neurologica, paralitica, malformativa, dovuta a miopatia, ecc)

 

 

         

La scoliosi idiopatica presenta valori di prevalenza diversi a seconda dei gradi Cobb che si considerano: oltre i 10° Cobb il tasso di prevalenza è del 2-2,5%, se si considerano curve oltre i 21° Cobb il tasso scende a 0,29%. Per curve oltre i 21° Cobb il sesso femminile è maggiormente colpito rispetto a quello maschile, con un rapporto di 5-4:1; se poi si considerano scoliosi sottoposte a trattamento ortesico o chirurgico il
rapporto sale a 7:1.
Più dell’80% delle scoliosi idiopatiche vengono diagnosticate durante l’adolescenza, la restante parte riceve una diagnosi in altre epoche di accrescimento precedenti all’adolescenza.
 

 

Importanza della prevenzione della scoliosi: SCREENING  

Normalmente la scoliosi idiopatica si manifesta nel periodo compreso dai 10 ai 13 anni in corrispondenza della grande crescita del periodo puberale. In questo particolare periodo i giovani raramente necessitano di controlli medici e sfuggono all'osservazione medica. Pertanto lo screening deve essere un valido mezzo clinico per il riconoscimento precoce della scoliosi. I programmi di screening scolastico devono
essere effettuati, in quanto circa il 20% di questo gruppo di popolazione presenta una curva significativa di 10° o  più e possono mostrare una scoliosi progressiva se non trattata.                                      

      

classificazione anatomo-radiologica

 

IL BENESSERE DELLA SCHIENA: SCREENING DELLE PATOLOGIE  DELLA  COLONNA VERTEBRALE

FINALITA’ DELLO SCREENING:
La finalità dello screening è quella di individuare precocemente i ragazzi in un periodo di alto rischio per lo sviluppo di deformità vertebrali, individuando fin da subito la presenza iniziale delle stesse. La prevenzione è, infatti, meglio della cura: identificare la deformità vertebrale ad uno stadio precoce permette il miglior successo del trattamento conservativo. Lo screening è basato sulla ricerca di quelle evidenze cliniche che inequivocabilmente manifestano le alterazioni scoliotiche. Giocare d’anticipo è necessario, per contrastare lo sviluppo delle malattie della colonna vertebrale: su tutto il territorio italiano sono in continuo aumento i casi di adulti e anziani che soffrono di queste patologie, di conseguenza è d’obbligo rivolgere un’attenzione particolare al problema, individuandolo in modo precoce, diagnosticando e trattando tempestivamente eventuali deformità della colonna nei bambini. 


Quando compiere lo screening :
Lo screening deve essere effettuato con una prima valutazione in tutta la popolazione di quinta elementare e  prima media per le femmine, e di prima e seconda  media per i maschi. L’età pubere, che varia da individuo a  individuo, è considerata infatti ad alto rischio sia nei soggetti di sesso femminile che di sesso maschile per l’insorgenza di deformità vertebrali.  

 

Come si effettua lo screening (1° livello) 
Il paziente sarà sottoposto ad indagini cliniche accurate  per la valutazione della presenza del dimorfismo da affrontare con l’elaborazione di uno specifico piano terapeutico. Per le visite di 2° livello bisogna rivolgersi sempre ad un medico. Si sottolinea che un eventuale approfondimento radiologico dovrà essere compiuto solo dopo la visita di 2° livello e secondo motivato parere specialistico. 

 

 

 

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